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Foucault: l'ermeneutica del soggetto.



Come noto l'ermeneutica nasce con Schleirmacher e si pone il problema di come le scritture - qui quelle religiose veterotestamentarie e non - possano essere interpretate da un lettore moderno che parte da un orizzonte culturale e cognitivo (nonché socio economico e politico) affatto diversi. Al tempo stesso essa pone il problema del rapporto tra lo scritto ed il suo autore. Dunque non un semplice problema interpretativo, ma uno più complesso a tre termini. Nel Novecento, con "Verità e metodo" i termini da tre divengono quattro, vi si aggiunge infatti quello della metodologia utilizzata per operare. Un ulteriore importante contributo verrà poi dato a fine secolo dal semiologo italiano Umberto Eco con "La misteriosa fiamma della Regina Loana" in cui è posta la fondamentale tematica dell'ermeneutica del soggetto in relazione al suo costituirsi in un determinato ambito socioculturale e perciò stesso il senso e significato ultimo del soggetto e della sua coscienza e la consistenza di questi. Con Michel Foucault, Professore al Còllége de France - e con buona pace della sua amicizia con Sartre e dell'essere l'altro grande Filosofo del Novecento e del sessantotto, o forse proprio per tutto questo - si ritorna in un ambito invero assai vicino a quello originario di Schleiermacher, ovvero a quello religioso e questo nonostante il dichiarato ateismo dell'autore. Foucault infatti si pone espresamente il problema di come il soggetto proceda alla propria ermeneusi, ovvero di come egli prosegua nella esplicitazione di sé e del suo mondo a sé stesso e, sopratutto di come a partire da ciò egli proceda allo sviluppo cosciente della crescita della propria persona e personalità, il che - sebbene inizi con le grandi scuole filosofiche dell'antichità classica, ad es. quella stoica o epicurea, ma già anche quella pitagorico platonica - è la peculiarità propria delle religioni e dei loro cammini spirituali. Dunque un ateo riporta la tematica dell'ermeneutica in un ambito ancor più propriamente religioso, anche se sviluppato in ottica laica, di quella del cattolicissimo Schleiermacher. Foucault inizia dalla premessa rapporto tra Verità ed esistenza prima e dopo Descartes per partire con la sua trattazione specifica con l' "Alcibiade" di Platone, ove essa è affrontata dall'ottica degli ideali pitagorico platonici per poi passare via via alle varie scuole antiche sino ai nostri giorni. Si delinea così uno sviluppo del modo di porsi del soggetto in rapporto a sé ed al proprio mondo e agl'altri, come anche uno sviluppo del modo di vedere la crescita personale ed i suoi fini, nel succedersi dei tempi. E' trattata anche l'ermeneusi cattolico cristiana del soggetto, e,sebbene l'ampiezza della trattazione avrebbe potuto essere maggiore, l'approfondimento è tanto notevole che è da questo scritto che ho appreso che il primo confessionale risale al millecinquecento e rotti. Il testo non è però semplicemente una trattazione dell'ermeneusi del soggetto e del suo sviluppo storico nelle varie scuole, la sua evoluzione. Esso ha una tematica di fondo più ampia e dai risvolti contemporanei drammatici: il soggetto contemporaneo infatti, a differenza di quello di tutte le precedenti epoche, è connotato da un secolarismo laico ed agnostico; esso cioé non ha più quel riferimento ermeneutico che era dato dalle scuole filosofiche e filosofico religiose quali quelle pitagorico platoniche, scettiche, stoiche, epicuree, ciniche etc, tantomeno quello religioso e dunque è connotato essenzialmente dalla mancanza di riferimenti ermeneutici o perlomeno dalla mancanza di riferimenti ermeneutici comuni alla luce dei quali orientarsi, come invece l'uomo di tutte le epoche precedenti. Di più: egli si pone quale sorto nella dimenticanza, nell'obblio, quando non nell'aperto rifiuto di questi ed è perciò stesso maggiormente incapace a confrontarvisi o anche semplicemente ad ammetterle. Esso si colloca perciò in un ambito del tutto nuovo che è quello del totale distacco che però è un collocarsi avulso alla propria storia e dunque a sé. Ci si colloca così non nel semplice nichilismo filosofico ma nell'annientamento non solo di sé ma anche in quello sociale in quanto è deficiente perché caduta una finalità ermeneutica comune. Per Foucault però (e condivido in pieno) il superamento, l'andar oltre, il progredire dell'uomo nella sua storia e nel suo sviluppo storico e socio culturale va fatto non nell'obblìo o peggio nel rifiuto negatorio di quanto lo ha preceduto, bensì a partire dalla coscienza del passato (ed in questo forse è presente una reminiscenza della Civetta della Minerva di hegeliana memoria, la quale spicca il suo volo solo sul far del tramonto...) . Ed è in quest'ottica ed orizzonte che va vista tutta la trattazione delle varie forme e modalità di ermeneusi che hanno connotato la storia della nostra civiltà. Non è lo scritto più celebre dell'autore, anche se - meritatamente - uno dei più diffusi e che maggiormente merita di essere letto e meditato, un testo che può affiancare validamente anche gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio e la spiritualità religiosa.
francesco latteri scholten.

Pubblicato il 10/1/2014 alle 20.18 nella rubrica diario.

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