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Blog fenomenologico esistenzialista di francesco latteri scholten
Sartre: L’imagination.
post pubblicato in diario, il 30 aprile 2010


Sartre: L’imagination. L’imagination è il secondo scritto filosofico di Sartre dopo La trascendance de l’ego, il primo ad uscire in volume nel 1936. Se in quest’ultimo il francese sviluppava la struttura nucleare del soggetto a partire dall’intenzionalità husserliana, ne L’imagination, questa è utilizzata al fine della elaborazione della immaginazione quale rinviante alla strutturazione del soggetto stesso. Le concezioni evinte in questi due saggi dal nostro non saranno praticamente mai abbandonate, ma costituiranno il nucleo da cui sarà sviluppato prima L’imaginaire e poi L’etre et le néant. Quello che può essere considerato il
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La corrente fenomenologico – esistenzialista: la più consistente delle correnti filosofiche del Novecento.
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2010


a corrente fenomenologico – esistenzialista: la più consistente delle correnti filosofiche del Novecento. C’è chi vuole farla originare dal grande Soren Kierkegard, chi scrive invero non condivide questa posizione pur condividendo l’impostazione prettamente esistenzialista di Kierkegard. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è: infatti la filosofia del danese pur caratterizzandosi per la tematicità tipicamente esistenzialista e pur collocandosi storicamente in data anteriore (nacque nel 1813) origina il suo pensiero dalla serrata critica al sistema hegeliano e va perciò collocato nella corrente antihegeliana. L’esistenzialismo quale si caratterizza in modo proprio nel Novecento origina invece da Edmund Husserl e dalla sua concezione della intenzionalità, ripresa da tutti gl’autori di questa vastissima corrente filosofica.


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Plaidoyer per Jean Paul Sartre
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2010


Plaidoyer per Jean Paul Sartre Un Papa del novecento, ha affermato - rifacendosi a S. Giustino martire - che sono da considerare nel novero di coloro che hanno cercato Dio e si sono a Lui volti, tutti quelli che, anche non credenti o atei, hanno ricercato la Verità. Jean Paul Sartre è senz’altro da includere tra questi. Lo inscrive tra questi la sua onestà intellettuale da tutti, amici e nemici riconosciutagli. Lo inscrive tra questi l’unione con Simone De Beauvoir, compagna di tutta una vita. Lo inscrivono tra questi i vissuti “forti” della sua vita, quali la prigionia nei campi di concentramento nazisti, insieme a religiosi e sacerdoti che furono suoi amici. Lo iscrive la sua lotta al nazifascismo, partigiano tra i partigiani. Lo inscrive il suo ateismo sempre aperto ed in cerca del dialogo: io sono esistenzialista ed ateo - diceva Jean Paul - , ma, spiegava, l’ateismo non è condizione imprescindibile all’esistenzialismo.


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Karl Jaspers: la prefazione a “Le origini del totalitarismo” di Hannah Arendt.
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2010


Karl Jaspers: la prefazione a “Le origini del totalitarismo” di Hannah Arendt. C’è qui un incontro, ed è un incontro tra due figure di primo piano della filosofia del Novecento: Hannah Arendt e Karl Jaspers: il maestro e l’allieva. Il maestro era nato ad Oldenburg nel 1883, era laureato in medicina, considerava suo maestro Max Weber, ed aveva insegnato ad Heidelberg fino al 1937 quando fu cacciato dai nazisti. La sua opera più importante è considerata “Filosofia” in tre volumi, del 1932. Hannah Arendt - l’allieva - nasce ad Hannover il 14 ottobre 1906, studia a Marburg, a Freiburg ed infine ad Heidelberg. I suoi docenti hanno nomi di assoluto spicco: Rudolf Bultmann, Edmund Husserl, Martin Heidegger e Karl Jaspers, con cui si laurea nel 1928. Nel 1933 fugge dalla Germania Nazista per recarsi a Parigi dove entra in contatto con Koyré, Aron, Sartre, Kojève.


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Interrogativo su Francois Donatien Alfonse de Sade.
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2010


Interrogativo su Francois Donatien Alfonse de Sade. "Bruciare de Sade?" E' l'interrogativo che molti hanno posto e si sono posti. Come al solito nella maggior parte dei casi in modo non serio, e senza alcuna verifica degna di tale nome. L'interrogativo lo ha posto e se lo è posto anche Simone de Beauvoir. Ne ha fatto una ricerca seria, storica e documentale, dalla quale poi è successivamente sorta anche "la" - meglio "le" - domande filosofiche.


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