.
Annunci online

Blog fenomenologico esistenzialista di francesco latteri scholten
Sartre ed il cameriere del Caffé: la Mauvaise Foi.
post pubblicato in diario, il 2 aprile 2015




L'analisi è di quelle che avrebbero benissimo potuto essere di Freud o Jung, di Adler o di Lacan: "Osserviamo questo cameriere di Caffé. Ha il gesto vivo e pronto, un pò troppo preciso, un pò troppo rapido, si avvicina ai clienti con passo un pò troppo veloce, s'inchina verso di essi affettatamente, la sua voce, i suoi occhi mostrano un interesse un pò troppo sollecito per i loro ordini, infine eccolo che ritorna tentando di dare alla sua andatura il rigore inflessibile di non si sa quale automa portando il suo vassoio con una specie di temerarietà funambola mettendolo in un equilibrio perpetuamente instabile e continuamente dissolto ed immediatamente ristabilito con un gesto lieve del braccio e della mano. Il suo comportamento sembra un gioco: inquadrare i propri movimenti come fossero dei meccanismi che si comandano reciprocamente, la sua mimica e financo la sua voce sembrano dei meccanismi con l'agilità e la rapidità inesorabile di una cosa. Gioca, si diverte. Ma a cosa? Non è necessario osservarlo troppo a lungo per capirlo: gioca ad essere cameriere di Caffé. Nulla che possa sorprendere: il gioco è orientamento, investigazione. Il bambino gioca con il suo corpo per esplorarlo, per addestrarlo ed inventariarlo; il cameriere di Caffé gioca con la sua condizione per realizzarla..." (L'etre et le néant, Gallimard, p.94 traduzione mia). L'uomo è trascendenza, Spirito, dunque, come già per Aristotele, dynamis. Sartre si distanzia da certa filosofia non solo tedesca per la quale l' essenza, il "wesen" è il passato. Molto più egli si accosta ad Hegel, altro grande della dynamis: "Quando la Filosofia tinge il suo grigio sul grigio, allora una figura della vita è invecchiata e con grigio su grigio non è possibile ringiovanirla, ma soltanto riconoscerla: è solo sul far del crepuscolo che la Civetta di Minerva spicca il suo volo..." (Hegel, Filosofia del Diritto, introduzione). Ma è qui anche la situazione "di scacco" dell'uomo: egli non può conoscersi che come passato, come ciò che ha già fatto, che come "en soi". Ma in quanto trascendenza o "pour soi" si è già distanziato, superato e l'identificazione dei due (che sarebbe possibile solo in Dio) è votata al fallimento: "L'uomo è l'essere che non è ciò che è e che è ciò che non è." La trascendenza dell'uomo, il "pour soi", per il suo semplice porsi ne lacera radicalmente l'essere nel suo stesso interno. C'è qui l'altra figura sartriana dominante, quella del Nulla, condizione d'essere del "pour soi". Esso è generato dal soggetto stesso perché "l'essere per cui il nulla si produce nel mondo è un essere nel quale, nel suo essere, si fa questione del nulla del suo essere." Il trascendimento è verso altro da ciò che è stato e dunque annientamento di tutto ciò che era. Esso è Libertà. Distacco e distanziamento dall' "en soi", da ciò che era. Proprio perciò angoscia, perché ad ogni istante tutto è messo in questione ed ogni possibilità è aperta, anche quella del proprio annichilimento che resta comunque il limite dell'orizzonte dell'agire umano. Ma per realizzare il trascendimento e per realizzarsi in esso, l'uomo ha anche necessariamente bisogno di un riferimento e questo non può essere la menzogna. La menzogna vera, del soggetto nei confronti di sé stesso, non è infatti in ultima istanza possibile in quanto il me che è ingannato fa parte dell'io che inganna, aspetto che la psicanalisi ha sinora ignorato, osserva il nostro. La Mauvaise Foi è qualcosa di più sottile, come appunto il fatto del cameriere di Caffè ci mostra: si recita una parte per realizzarla. In essa è celata la finalità della realizzazione del trascendimento. Essa però porta sempre in sé l'eccedenza che si ha rispetto alla sua realizzazione, l'eccedenza dell'uomo rispetto all'essere cameriere di Caffé. Dunque la sua scissione e la sua infelicità: egli anela alla consistenza, alla totalità che è coincidenza dell' "en soi" e del "pour soi", ma che è impossibile per le loro caratteristiche incompatibili: la coscienza è contingenza assoluta e la "presenza a sé" è possibile solo come distacco, come disidentificazione. Il quadro dell'uomo resta quello abbozzato dal grande Durer, il Maestro che affascinava Sartre, "La Melancholie" titolo che avrebbe dovuto essere anche quello del suo celebre romanzo ma per il quale Gallimard impose "La nausée".
francesco latteri scholten
Sfoglia marzo       
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv